Tornando in Sicilia.

Conosco l’amore meglio di voi torna in Sicilia e io con lui. Prima tappa:

Venerdì 11 novembre a Catania, Libreria Vicolo Stretto, dalle sorelle Sciacca. Alle 20, leggerò alcuni passi del mio secondo romanzo accompagnato dalle canzoni di Biagio Mendolia, cantante dei Camurria.

Poi, siccome i mezzi di trasporto pubblici scarseggiano, mi toccherà fare un po’ di corse.

Sabato 12 novembre presenterò Conosco l’amore meglio di voi alla Libreria Dovilio di Caltagirone, con Maria Attanasio. Alle 17:30, puntuali, perché alle 20 ho l’ultimo autobus per tornare a Catania da cui l’indomani mattina partirò per essere:

Domenica alle 11:15 a Siracusa, alla Libreria Gabò, per un’abbondante colazione letteraria.

E poi tutti al mare, sperando che il sole splenda, anche se le notizie che provengono dalla Sicilia mi parlano di freddo ed elezioni americane.

Maria Attanasio su Conosco l’amore meglio di voi

Maria Attanasio è una scrittrice e poetessa siciliana. Ha letto Conosco l’amore meglio di voi e mi ha scritto un’email che mi inorgoglisce:
“Ciao Andrea,
mi ha veramente impressionato la lettura del tuo libro.
Per il tema: l’abuso sui minori, devastante quotidianità, anche all’interno delle famiglie, che passa sotto silenzio nella vita e nella scrittura.
Che tu invece con grande coraggio affronti, sviluppando i personaggi -l’impotenza e il senso di colpo dell’abusato, e la seduttività ricattatoria dell’abusatore,- con una penetrante analisi psicologica, ma anche con una straordinaria capacità di ricostruzione di interni familiari e di esterni sociali: la rappresentazione, senza compiacimenti folcloristici, indugi nostalgici, di una Sicilia dura, crudele anche nella sua ritualità sociale, ma vera, profonda, avvolgente.
Ma a coinvolgermi intensamente è stata soprattutto la forza travolgente, energetica, di una scrittura che si fa labirintico dettaglio esistenziale o sociale, restando però sempre vigile sguardo, necessario legame con l’insieme.
Plurale e una: come le tessere di un mosaico. Le lettere dell’alfabeto che si fanno parola.”

Sto progettando un’altra tornata di presentazioni, in autunno, in Sicilia. Maria Attanasio mi presenterà a Caltagirone, alla Libreria Dovilio e, se sarò bravo con gli incastri, durante la stessa trasferta dovrei essere anche ospite della Libreria Vicolo Stretto, a Catania, e della Libreria Gabò, a Ortigia. A presto.

12 indiani, Torino, Avezzano

Dopo avere frullato come una trottola, a maggio, ho tirato un po’ il fiato. Inoltre, i librai sostengono che quando fa caldo i lettori preferiscono stare all’aperto, piuttosto che chiudersi in una libreria per assistere alle presentazioni. Come dare loro torto? A Palermo, ad aprile, era la prima giornata di caldo e la città si era riversata in massa a Mondello, Sferracavallo, sul monte Pellegrino (che pena vederlo bruciare nei giorni scorsi, quanto schifo nei confronti delle bestie dal fiammifero facile).

Questa settimana farò due presentazioni, saranno le uniche di giugno.

Giovedì 23 giugno, alle 19:00, a Torino, alla Libreria Pantaleon. Con Alessio Cuffaro, autore di La distrazione di Dio, Autori Riuniti.

Domenica 26 giugno, ad Avezzano, in provincia de L’Aquila, alle 19:00, al festival Sei giornate in cerca d’autore.

Ad agosto, c’è un pretesto in più per leggere Conosco l’amore meglio di voi. Il mio romanzo, infatti, è stato selezionato da un bellissimo gruppo di lettura creato da Danilo Zagaria: 12 piccoli indiani – gruppo di lettura condivisa. Funziona così: ” i 12 piccoli indiani sono 12 romanzi che verranno scelti, uno per ogni mese, dai fondatori del gruppo di lettura. Sono indiani perché sono indipendenti. Verranno selezionati solo romanzi di autori italiani, viventi, pubblicati da piccole case editrici particolarmente attente alla qualità. Gli iscritti al gruppo avranno un mese di tempo per leggere il romanzo del mese e commentarlo. Si rimane iscritti al gruppo solo a patto di inviare una foto con il libro, o una qualunque “prova” che certifichi che il romanzo del mese è stato davvero acquistato. Come mai? Perché non conosciamo altro modo per sostenere l’editoria indipendente se non comprare i libri degli editori indipendenti. Ogni anno, a giugno, verrà chiesto ai membri del gruppo di votare l’indiano dell’anno. Lo spirito che ci muove è quello di salvare 12 perle che ogni anno, altrimenti, finirebbero schiacciate dallo strapotere dei grandi gruppi editoriali e dei monopoli della distribuzione nazionale. Avremo vinto se l’indiano del mese entrerà in classifica per il solo fatto che noi qui lo stiamo leggendo e commentando.

Conosco l’amore meglio di voi è il libro d’agosto. Buone letture!

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“Conosco l’amore meglio di voi”, l’impietoso romanzo di Andrea D’Agostino

Roberto Colina recensisce Conosco l’amore meglio di voi su Sicilia Journal.

“Conosco l’amore meglio di voi” di Andrea D’Agostino (Codice Ed, pp295, €14,90) è il lungo e doloroso racconto d’un uomo di provincia che ha subito lo strazio della pedofilia in età adolescenziale. Questo testo ha molto d’un racconto ed è poco romanzato: per il tema affrontato, non poteva essere diversamente. È la storia di sempre che si consuma fra le pareti d’una parrocchia, con la presenza di un diabolico sacerdote e un innocente minorenne. Il suo pregio non è il coraggioso argomento di cronaca, a cui purtroppo siamo abituati, piuttosto la capacità di analisi ambientale che l’autore riesce a dare ai suoi personaggi, conducendo il lettore a comprendere come da una situazione di normalità si arrivi a conseguenze estreme.

Si parte con la descrizione apparentemente poco elaborata di Vincenzo (che ha solo 12 anni), degli ambienti e delle situazioni familiari che appaiono ai suoi occhi in maniera acritica. Tuttavia il tormento di quest’intelligente ragazzino è la sua precoce pubertà, inadeguata alla giovane età anagrafica; questo disequilibrio tra coscienza di sé e ambiente lo conduce a creare equivoci e pregiudizi fra i parenti intorno. In un’analisi più profonda, al di là della puntualità descrittiva (spesso atroce nella prima parte della narrazione), c’è un forte simbolismo: il narratore non s’accontenta di descrivere con ogni mezzo il dolore, il disagio e la devastante costernazione  delle copiose violenze che il giovane Vincenzo subisce, ma ne innalza ancor di più l’accento, attraverso la simbologia della morte. Una morte non sua, ma della sorella che pare entrare nella storia come evento banale; una pagina dopo l’altra, l’apparente banalità lievita però fin all’ossessione. La  vicenda umana di Vincenzo trasferita nel dolore per la scomparsa della ragazza, diviene angosciosa morte della sua adolescenza e lo condurrà al disincanto e alla solitudine. L’intero racconto è allegorico nella sua totalità e ogni personaggio non è che un frammento del cuore di Vincenzo che con il tempo si consuma. Tutti gli interpreti sono raffigurati con un preciso ruolo fatalistico: un segno isolano inequivocabile. Ogni evento si dimostra involontario come se la propria coscienza non fosse che la volontà degli altri. Solo chi ha avuto la possibilità di uscire dal guscio del provincialismo, come uno zio di Vincenzo, si sente liberato da quest’invisibile condizionamento.

In questo impietoso romanzo fanno capolino anche spunti piacevoli e di poesia descrittiva; le gite estive fuori porta con i parenti, invece, lasciano un po’ di tregua al lettore. Non mancano battute ironiche nei confronti delle donne del paese, ‘oche’ appollaiate davanti al televisore di casa. La riscoperta della nonna materna, rimasta vedova, è forse il quadro più emozionante del libro; la solitudine di Vincenzo, ormai grande, si ritrova nell’anziana donna in una silente complicità affettiva. L’occasione della festa padronale ad Enna fa rivivere questo momento di tenerezza tra i due e per la prima volta si coglie la gentilezza di Vincenzo.

COPERTINALa figura del sacerdote, centrale nel racconto quanto quella del protagonista, denuncia l’ipocrisia della Chiesa sul tema della pedofilia. Incapace di fronteggiarla, la Chiesa è complice involontaria e prigioniera dai suoi stessi dogmi religiosi. In questo romanzo non si esprime adeguatamente ma lo fa con timore e non censura i blandi provvedimenti disciplinari nei confronti di padre Calogero. Costui continuerà a mietere vittime in altri luoghi, senza rimorsi o rimpianti, se non quelli propri egoistici perché lui “conosce l’amore meglio di noi”. Tra le righe si evince un’inesauribile forza descrittiva, una sfida alla stessa scrittura immaginativa, un impressionismo pittorico e intellettuale. Il finale, poi, è sorprendente ed equilibrante. 

«Nel tempo sospeso e magico –parola di Andrea D’Agostino- in cui mi sono dedicato a questo libro avevo negli occhi una montagna di immagini. Usando le parole che mi permettevano di restituire anche le sfumature delle immagini immaginate, sono riuscito a trascriverle una frase alla volta. Dentro di me ero cosciente della pratica del lavoro paziente, più che della teoria. Badavo alla sostanza e dalla sostanza è scaturita la forma. Sono di origini ennesi e mi manca molto mio nonno, che di quella gente riassumeva molte virtù e qualche vizio. Mi manca il calore dei siciliani, che a Enna è in parte mitigato dall’altezza e dal vento. Mi manca il sapere povero e antico della pasta coi finocchietti, dei cardoni, delle lumache. Meno mi mancano la rassegnazione e l’asservimento al potere, la maldicenza, la malizia dietro cui molta gente camuffa la propria ignoranza. Rientra nella sfera delle leggende ennesi la storia che vuole almeno un paio di persone avere tentato il suicidio dalla Rocca di Cerere senza successo. Si sono lanciati nel vuoto ma qualcosa li ha presi per la collottola: un ramo, un gancio sporgente dalla rete di contenimento. Loro malgrado, si sono salvati. Avevo deciso che questa sarebbe stata la fine di Vincenzo. Disgraziato anche nel tentativo di abbandonare la vita, ma benedetto da questa disgrazia che alla vita gli permette di tornare, abbandonando alla Rocca il peso che troppo a lungo ha portato nel petto».

Maggio mese fitto

A Maggio Conosco l’amore meglio di voi sarà in giro parecchio! A Tortona (Al), Genova, Catania, Marzamemi, Milano, in Veneto. Cerca le date sulla pagina Eventi.

Alessandro Russo su Letteratitudine

31 marzo 2016: Alessandro Russo su Letteratitudine.

Conosco l’amore meglio di voi di Andrea D’Agostino (Codice Ed, pp295, €14,90) è uno sconvolgente grido d’allarme all’interno d’un romanzo assolutamente vero. Di più: un libro essenziale che trasforma la letteratura in luogo di rivelazione e denunzia. Dapprima Andrea D’Agostino sposta il timone verso una famiglia in disfacimento, poi punta il dito sul grave fenomeno della pedofilia dentro la Chiesa. Il romanzo è ambientato nella nostra bella isola a tre punte con i suoi piccoli e grandi nei: ecco la Sicilia delle fuitine, del lavoro in nero, delle miserie giornaliere e dei pettegolezzi. La scrittura di ‘Conosco l’amore meglio di voi’ è tagliente come un bisturi chirurgico; impreziosita da fulminanti metafore, la prosa è crudele ma rilucente. Ne scaturisce un testo inquieto, colmo di brutali notizie di cronaca nera, angoscianti visioni e orrendi rapimenti. In modo siffatto, si va delineando un affresco delicato e insieme intenso, una tragedia poco o nulla distante dal mondo reale. La narrazione è incentrata su una sequenza di abusi di rilevanza psichiatrica; i gol di Karl-Heinz Rummenigge su Novantesimo minuto e i cruciverboni di Domenica In la collocano correttamente nello spazio e nel tempo.
Scorre l’anno del Signore millenovencentottantasei e, in un remoto paese siculo, un giovinetto cresce sotto un sole che lo infiamma. Tra una puntata di Beautiful e l’altra, il reattore numero quattro di Chernobyl sta per saltar in aria; il colonnello Gheddafi scarica intanto un paio di SS-1 Scud su Lampedusa. Il giovinetto si chiama Vincenzo ed è un dodicenne con gli ormoni in subbuglio. Abita in una mansarda spaziosa più o meno come una tomba e col bagno in disparte. Il piccolo dorme in soggiorno con la sorella e vive incollato al suo Commodore 64; si diverte a giocar a pallone, ma più d’ogni altra cosa ama strusciarsi sulle cuginette. Quando viene il momento di ricevere il Sacramento della Cresima, incontra padre Calogero, un prete che odora d’incenso e dopobarba alla menta. Le guance del sacerdote sono perfettamente rasate, i suoi occhi costantemente rivolti tra le gambe di Vincenzo.
Una lenta discesa agli inferi lunga venticinque anni sta per cominciare.
«‘Conosco l’amore meglio di voi’ – sono in linea con Andrea D’Agostino- racconta una storia universale calata nel contesto dell’entroterra siciliano. Ambientata altrove sarebbe stata diversa; d’altronde, sono cresciuto a Enna e di sicilianità mi sono impregnato. La Sicilia per me è un palcoscenico protagonista. Presentando il mio romanzo a Pavia, lo scrittore Giorgio Boatti ha citato un passo di Simone Weil che recita: “Gli sventurati non hanno bisogno d’altro, a questo mondo, che di uomini capaci di prestar loro attenzione. La capacità di prestare attenzione a uno sventurato è cosa rarissima, difficilissima; è quasi un miracolo, è un miracolo. Quasi tutti coloro che credono di avere questa capacità, non l’hanno. Il calore, lo slancio del sentimento, la pietà non bastano”. Se un modo per risalire dagli inferi esiste, passa attraverso il miracolo dell’attenzione: anche per Vincenzo è così.
Alle 11 di domenica 17 aprile sarò a Palermo alla libreria Modus Vivendi, in via Quintino Sella 79. Io e ‘Conosco l’amore meglio di voi’ saremo ospiti della rassegna ‘Colazione con l’autore’; è la conclusione di un inseguimento partito 10 anni e mezzo fa quando Fabrizio Piazza, il libraio, citò il mio primo romanzo in un articolo uscito sulla pagina siciliana della Repubblica. Dopo averlo scoperto, gli scrissi per ringraziarlo e lui mi invitò a organizzare una presentazione da lui. Abbiamo dovuto aspettare il secondo romanzo, ma ce l’abbiamo fatta.»

Settimana in giro

Comincia oggi una settimana densa: oggi alle 19 leggerò Conosco l’amore meglio di voi alla Libreria Linea 451 di Torino.

Sabato si va a Genova, passando attraverso il paradosso del mentitore: “Questa frase è falsa”, che per l’occasione diventa “Questa libreria è falsa”. Nel senso che, al contrario di quanto dice la locandina allegata, il Demetrio è Falso, pur essendo verissimo. Com’è vero che io ci sarò e ci saranno Maria Grazia Alibrandi, che farà da presentatrice, e Marina Latorre che suonerà la fisarmonica durante le letture e ha fatto, in queste settimane di organizzazione, da pungolo e catunio.
FalsoDemetrio Libreria, sabato 2 aprile, ore 18.

Giovedì 7, alle 19:30, invece, torno a Torino, alla libreria La città del sole. Altro giro, altro tipo di presentazione: mi accompagnerà Chiara Stangalino, direttrice editoriale di Codice. Si parlerà un po’ di più, forse, del retrobottega editoriale.Invito_Dagostino_Demetrio_Genova

Roberto Carnero sul Sole 24 Ore

A Natale, Marco Belpoliti su L’Espresso. A Pasqua, Roberto Carnero sul Sole 24 Ore.

carnero_sole24ore 27.03.16